⚖️ appalti

Affidamento diretto: il dato reale, comune per comune.

Quanti appalti i comuni assegnano senza gara: il 73% degli ordinari e l'85,9% dei contratti PNRR in affidamento diretto. Il dato reale, comune per comune.

Affidamento diretto negli appalti PNRR
85,9%

L'affidamento diretto è la procedura con cui una pubblica amministrazione sceglie direttamente l'impresa a cui affidare un lavoro, una fornitura o un servizio, senza una gara competitiva aperta. È legale sotto determinate soglie di importo, ma riduce la concorrenza: per questo la sua diffusione è un indicatore chiave della trasparenza degli appalti.

Trasparenza.ai calcola, a partire dai dati ANAC, quanto ogni comune italiano ricorre all'affidamento diretto, distinguendo tra micro-contratti e importi rilevanti sopra i 40.000 euro. Il dato è pubblicato nella pagina di ciascuno dei 7.894 comuni.

Il dato nazionale in sintesi

Quando si può fare un affidamento diretto

Il Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023) consente l'affidamento diretto sotto soglie definite: fino a 140.000 euro per servizi e forniture e fino a 150.000 euro per i lavori, con obblighi di motivazione e rotazione dei fornitori. Sopra queste soglie servono procedure negoziate o aperte con più operatori. L'affidamento diretto, quindi, non è di per sé irregolare: diventa un segnale da approfondire quando è molto frequente sopra soglia o concentrato su pochi fornitori.

Perché conta per i cittadini

Una quota alta di affidamento diretto significa meno concorrenza e meno confronto tra offerte, con potenziale impatto su prezzi e qualità. Non è una prova di illeciti, ma è il punto di partenza di ogni controllo civico e giornalistico serio. Confrontare la percentuale del proprio comune con la media nazionale aiuta a capire se merita attenzione.

Come vederlo per il tuo comune

Cerca il tuo comune su Trasparenza.ai: nella scheda trovi la percentuale di affidamento diretto sul totale e sopra i 40.000 euro, il confronto con la media nazionale, i principali fornitori e la sezione dedicata agli appalti PNRR. Tutti i dati derivano dalla banca dati ANAC e sono verificabili alla fonte.

Vedi anche

Domande frequenti

Quando si può fare un affidamento diretto?

Il Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023) consente l'affidamento diretto sotto soglia: fino a 140.000 euro per servizi e forniture e fino a 150.000 euro per i lavori, con obbligo di motivazione e rotazione dei fornitori. Sopra queste soglie servono procedure competitive con più operatori economici.

Cosa significa affidamento diretto da parte del comune?

Significa che il comune sceglie direttamente l'impresa a cui affidare un lavoro, una fornitura o un servizio, senza pubblicare una gara aperta a tutti. È una procedura legale sotto le soglie di legge, ma con meno concorrenza rispetto alle procedure aperte. Trasparenza.ai mostra quanto ogni comune la usa.

Qual è la soglia dell'affidamento diretto per i comuni nel 2026?

Con il D.Lgs. 36/2023 le soglie sono 140.000 euro per servizi e forniture e 150.000 euro per i lavori. Sotto questi importi il comune può procedere con affidamento diretto motivato; sopra, deve ricorrere a procedure negoziate o aperte con più operatori.

L'affidamento diretto è una procedura irregolare?

No. È una procedura prevista e legale sotto le soglie di legge. Diventa un segnale da approfondire quando è molto frequente sopra soglia o concentrato su un unico fornitore. Trasparenza.ai lo tratta come indizio statistico da verificare, non come prova di irregolarità.