La trasparenza nella pubblica amministrazione italiana è un principio costituzionale (art. 97 Cost.) e un obbligo di legge (D.Lgs. 33/2013, modificato dal D.Lgs. 97/2016). In teoria significa che ogni cittadino può accedere a quasi tutti i dati di funzionamento dell'amministrazione: bilanci, appalti, dirigenti, stipendi, decisioni, performance.
In pratica però la trasparenza "sulla carta" non coincide con la trasparenza "sullo schermo". I dati esistono, sono pubblici, sono obbligatori, ma sono frammentati in migliaia di portali, in formati eterogenei, spesso illeggibili senza competenze tecniche. Trasparenza.ai nasce per colmare questa distanza.
Cosa la PA italiana è obbligata a pubblicare
- Bilanci e rendiconti (entro termini di legge).
- Tutti i contratti pubblici (registrati ANAC con CIG).
- Atti di concessione di vantaggi economici sopra i 1.000 euro.
- Stipendi e indennità di tutti i dirigenti e amministratori.
- Curricula e dichiarazioni patrimoniali di sindaci, assessori, consiglieri.
- Performance e obiettivi raggiunti.
- Atti normativi e provvedimenti generali.
- Avvisi di selezione del personale.
Accesso civico (FOIA italiano)
Oltre ai dati pubblicati obbligatoriamente, qualsiasi cittadino può richiedere alla PA dati non pubblicati attraverso l'accesso civico semplice (chiede ciò che doveva essere pubblicato ma non lo è stato) o l'accesso civico generalizzato (FOIA italiano, D.Lgs. 97/2016): può chiedere qualsiasi dato detenuto dall'amministrazione, salvo limitate eccezioni (segreto di Stato, dati personali, ecc.).
Come Trasparenza.ai contribuisce
Trasparenza.ai non sostituisce la PA né l'accesso civico: aggrega dati già pubblicati ufficialmente. Il suo valore aggiunto è rendere navigabili insieme dati che altrimenti restano isolati, calcolare indicatori derivati (punteggio comunale, anomalie statistiche), e fornire API REST gratuita per chi vuole sviluppare propri progetti.